Da "La Repubblica.it" <www.repubblica.it>
26/07/2001

Il capo della Polizia Gianni De Gennaro: "Genova servirà da
esempio per i futuri vertici. Alla Diaz siamo stati attaccati"


"Non abbiamo nulla
da rimproverarci"




ROMA - Non lo dice esplicitamente, ma il senso delle parole del capo della polizia Gianni De Gennaro si può riassumere così: non abbiamo nulla da rimproverarci. Non la gestione della manifestazione "che servirà da esempio ai futuri vertici"; non il blitz della scuola Diaz, "era una normale perquisizione trasformata in un'operazione di ordine pubblico dal comportamento violento degli occupanti"; non l'episodio che ha provocato la morte di Carlo Giuliani, "il carabiniere ha sparato per legittima difesa". Ovvio che la conclusione dell'analisi del capo della Polizia non può essere che una: "Non ho mai pensato di dimettermi".

Il Tg5 realizza l'ennesimo scoop di questo G8 e manda in onda l'intervista del suo direttore Enrico Mentana con il capo della Polizia. Gianni De Gennaro fino ad oggi non aveva mai parlato. Di lui invece si era parlato molto. E adesso tocca a lui spiegare e analizzare le violenze di Genova. "Avevamo tre esigenze: proteggere il summit, consentire la manifestazione, garantire la sicurezza ai cittadini di Genova" attacca De Gennaro. Centrato il primo obiettivo, meno gli altri due. Di chi è la colpa? "Di un migliaio di violenti, dai Black Bloc agli anarchici insurrezionalisti, a coloro che hanno cercato lo scontro con le forze di polizia" replica De Gennaro.

Mentana arriva alla morte di Carlo Giuliani, ucciso da un colpo di pistola mentre assaliva una camionetta dei carabinieri. De Gennaro la vede così: "Le immagini rendono l'idea di un'aggressione violenta e di una condizione di assoluto pericolo per il carabiniere". Le responsabilità semmai vanno cercate nel tentativo di un gruppo di manifestanti "più violenti" che hanno cercato di "sfondare la zona rossa e hanno aggredito le forze dell'ordine".

Poi tocca al blitz nella sede del Gsf. Quelle immagini che hanno fatto il giro del mondo: poliziotti in assetto di guerra, ragazzi portati fuori in barella, macchie di sangue ovunque. De Gennaro però anche stavolta non ha dubbi: "Era una semplice operazione di identificazione di alcune persone che si è trasformata in un'azione di ordine pubblico perché gli agenti sono stati attaccati". Nessun errore dunque, nessun abuso, al massimo, concede De Gennaro, "eccessi da parte di singoli" che un'indagine della Polizia servirà ad accertare "se saranno verificati". Di sicuro però, e su questo il capo della Polizia non sente il bisogno di verifiche, non ci sono stati "errori di valutazione o di comportamento collettivo".

(25 luglio 2001)